Una cosa è fare il vuoto, un’altra cosa ancora più profonda è essere svuotati. Il dolore fa esattamente questo. Ci svuota, se glielo permettiamo.
Ogni giorno si ingoiano milioni di tranquillanti; milioni di persone stanno appiccicate alla televisione a guardare telenovelas o grande fratello.
Sembra proprio che la nostra cultura non sia adatta ad affrontare il dolore.
Il dolore oggi è una realtà che non si può menzionare, proprio come non si doveva parlare di sesso nell’era vittoriana.
Ma il dolore è dappertutto ed è profondo, impalpabile, inconcepibile, universale.
E deve essere nominato per quello che è, così che possiamo “pregarlo”, cioè entrare in esso.
L’unico modo con il quale un dentista può risolvere un mal di denti è entrare dove è la fonte del dolore in una cavità dentaria.
Coprire il dolore con droghe, alcool, televisione, o con lo shopping non ci libera da esso. E’ solo un modo di assecondarlo; è permettergli di dominare le nostre vite, invece che a regolarle siano l’eros e l’amore per la vita.




