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Se sei arrivato qui, voglio darti il Benvenuto, sono felice di conoscerti, possiamo scambiarci i nostri punti di vista, se vuoi.
Rosa

16 dicembre 2011

Il dolore: amico o nemico?


Una cosa è fare il vuoto, un’altra cosa ancora più profonda è essere svuotati. Il dolore fa esattamente questo. Ci svuota, se glielo  permettiamo.
Ogni giorno si ingoiano milioni di tranquillanti; milioni di persone stanno appiccicate alla televisione a guardare telenovelas o grande fratello.
Sembra proprio che la nostra cultura non sia adatta ad affrontare il dolore.
Il dolore oggi è una realtà che non si può menzionare, proprio come non si doveva parlare di sesso nell’era vittoriana.
Ma il dolore è dappertutto ed è profondo, impalpabile, inconcepibile, universale.
E deve essere nominato per quello che è, così che possiamo “pregarlo”, cioè entrare in esso.
L’unico modo con il quale un dentista può risolvere un mal di denti è entrare dove è la fonte del dolore in una cavità dentaria.
Coprire il dolore con droghe, alcool, televisione, o con lo shopping non ci libera da esso. E’ solo un modo di assecondarlo; è permettergli di dominare le nostre vite, invece che a regolarle siano l’eros e l’amore per la vita.

13 dicembre 2011

significato della parola PIENO contrapposta a quella di VUOTO


Domenica ho passato due ore bellissime con l’incontro di Musicoterapia.
Quello che mi ha dato è stata la scoperta dell’altra faccia delle parole.
Quando è stata detta la parola “angoscia” istintivamente alla mente è arrivato un impulso di negatività e invece….
subito dopo l’ho vissuta come una “liberazione da un fardello”, col conseguente piacere di sentirmi  libera, leggera, felice.
Tornando a casa mi è venuta alla mente un altro raffronto quello del “pieno” e del “vuoto”:
esempio classico :
1/2 pieno o 1/2 vuoto?
al pieno si associa generalmente il tutto e al vuoto il nulla, e invece…..


  Per riflettere un po’ sull’importanza del VUOTO:


Trenta raggi convergono sul mozzo,
ma è il foro centrale che rende utile la ruota.

Plasmiamo la creta per formare un recipiente,
ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente.

Ritagliamo porte e finestre nelle pareti di una stanza:
sono queste aperture che rendono utile una stanza.

Perciò il pieno ha una sua funzione,
ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.

                                                                                    Lao Tzu - Tao Te Ching

Cosa ne pensi?, è incredibile ma per me è stata una scoperta grandiosa,
cambiare il modo di vedere le cose,
guardarle con un altro occhio,
solo così si scopre la vera essenza e importanza delle cose.

27 novembre 2011

IL VALORE DI UN "GRAZIE"!

Oggi voglio raccontarvi questa  storielle .
La  potremo intitolare “ Il pranzo della domenica”

Dalla cucina, come al solito, la donna disse: E’ pronto!”.
Il marito che leggeva il giornale, e i due figli, che guardavano la televisione
e ascoltavano musica,  si misero rumorosamente a tavola e brandirono
impazientemente le posate.
La donna arrivò.
Ma invece delle solite,  profumate portate, mise in centro tavola un mucchietto di fieno.
“Ma… ma!”,  dissero i tre uomini. “Ma sei diventata matta?”.
La donna li guardò e rispose serafica:
“Be’, come avrei potuto immaginare che ve ne sareste accorti?
Cucino per voi da  anni  e in tutto questo tempo non ho mai sentito
da parte vostra una parola che mi facesse  capire che non stavate masticando fieno”.
Tosta eh….
Chissà se qualcuna di voi si è mai trovata in questa situazione;
sarebbe bello sapere che queste erano cose che succedevano solo
 alle nostre nonne o forse alle nostre mamme, no?

Ora invece voglio proporvi  un messaggio, che potrebbe essere pubblicato,
magari  per un  anniversario,  da una donna che si sente amata.
Eccolo:

un piccolo pensiero...
un effetto grandioso!


Grazie, grazie amore mio, perché se oggi sono una donna, una moglie  e una madre felice lo devo a te.
Grazie perché mi fai sentire sempre e dovunque l’unica donna al mondo per te.
Grazie perché mi fai sentire bella.
Grazie perché mi fai sentire importante.
            Grazie per i tuoi sguardi d’amore quando siamo in mezzo alla gente.
      Grazie per i tuoi “ti amo” lasciati qua e là quando e dove meno me lo aspetto.
    Grazie  perché ci sei.
   Grazie per questi splendidi anni d’amore”.
Bella differenza, no?
Sarebbe molto bello se questo messaggio fosse pubblicato molto spesso da persone innamorate;
ci farebbe capire da quanto Amore siamo circondati.
Abbiamo un potere immenso:
decidere la felicità o l’infelicità delle persone che ci stanno accanto.

Di solito basta un “grazie” detto o ….dimenticato.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu?

Ti ringrazio se vorrai lasciarmi un tuo commento.

Rosa

 

19 novembre 2011

Un pò d'argento

Ecco un'altra piccola, ma importante storia per l'anima, di quelle che tanto mi piacciono, perchè, come ho già detto varie volte, non amo leggere lunghi trattati su questo o  quell'argomento, che pure mi interessano tanto.
Quando trovo queste piccole "parabole" che con un piccolo, ma efficace, esempio riescono a spiegare e a dare senso a tanti bla bla bla,
ecco che mi piace scriverle in modo che il concetto che esprimono,
possa entrarmi dentro e farlo mio. 


            Un po’ d’argento

“Rabbi, cosa ne pensi del denaro?” chiese un giovane al maestro.
“Guarda dalla finestra”, disse il maestro. “Che cosa vedi?”.
“Vedo una donna con un bambino, una carrozza trainata da due cavalli  e un contadino che va al mercato”.
“Bene. E adesso guarda nello specchio. Che cosa vedi?”.
“Che cosa vuoi che veda Rabbi? Me stesso, naturalmente”.
“Ora pensa:
la finestra è fatta di vetro
e anche lo specchio è fatto di vetro.
Basta un sottilissimo strato d’argento sul vetro
e l’uomo vede solo più se stesso”.

Siamo circondati da persone
che hanno trasformato in specchi le loro finestre.

Credono di guardare “fuori”
e continuano a contemplare se stessi.

                        Non permettere
                       che la finestra del tuo cuore
                      diventi uno specchio.

 Buona Vita!!!
Rosa    

                  

18 novembre 2011

Come sono riuscita a gestire la rabbia

La camminata consapevole
  
 Noi tutti conosciamo i sintomi che ci provoca la RABBIA, anche io non volevo
ammetterlo nemmeno con me stessa, ma la rabbia a volte mi sopraffaceva senza che io
riuscissi a controllarla.
Poi  ho avuto modo di leggere questo libro di Thich Nhat Hann: Spegni il fuoco della rabbia 
che, devo ammettere la mia ignoranza, ma  non conoscevo questo monaco zen  vietnamita,
però subito mi ha colpito il suo  modo di vedere le cose, quasi miracoloso,  da un altro
punto di vista: scoprire il bene anche quando  sei portato a vedere solo il male.
“Abbracciare la propria rabbia con tenerezza, accettarla e prendersene cura,
trasformarla in energia positiva”, come il contadino che coltiva il suo orto,
-come mi piace questa allegoria- :) lui non si sogna di buttare i rifiuti organici
perché sa di averne bisogno;
è in grado di trasformare i rifiuti in compost  che a sua volta si trasformerà
in lattuga, in un fiore etc. Bisogna essere una specie di agricoltore biologico.
Rabbia e amore sono entrambi di natura organica, entrambi si possono trasformare.
L’amore si può trasformare in odio, il fiore diventare spazzatura,
ma se hai l’energia della presenza mentale puoi osservare la spazzatura e
dire: “Non ho paura; sono capace di riconvertire la spazzatura in amore”.
Se scopri in te stesso spazzatura come paura, disperazione e odio,
non lasciarti prendere dal panico.
Puoi affrontarli da buon orticoltore: “Riconosco che in me ci sono dei rifiuti;
trasformerò questi rifiuti in compost fertilizzante che possa far riapparire l’amore”.
Quando conosci le tecniche del respiro consapevole, della meditazione camminata e seduta,
del mangiare in consapevolezza (siamo ciò che mangiamo) sei in grado di generare
 “l’energia della presenza mentale e di abbracciare la tua rabbia o la tua disperazione
e prendertene cura come una mamma fa col suo bambino.”
Ho potuto sperimentare personalmente  come uno scatto di rabbia che in genere
mi avrebbe fatto star male per almeno un paio di giorni,  dopo aver praticato un pò
la respirazione consapevole, ma soprattutto la camminata consapevole, 
sono riuscita ad uscire da questo fuoco, senza bruciarmi.
Tra le tante cose che ci vengono proposte dove ognuno può scegliere la sua,
devo ammettere di aver trovato quello che fa per me.
Visto che sono un tipo che non  ama star ferma, e quindi fare meditazione,
quella statica, da fermi, bè non mi è proprio congeniale, 
così invece quando ho  scoperto  la camminata consapevole, l'ho sentita subito mia.
Ora quando sento che qualcosa comincia a bollire dentro, mi fermo,
mi prendo un pò di spazio per me, faccio una piccola camminata di pochi minuti;
mettere un piede davanti all'altro con la respirazione, consapevolmente,
vi assicuro che è veramente miracoloso, per me è  veramente una cosa che mi aiuta
a far sbollire  sul nascere  questo fuoco che in altri momenti mi ha quasi distrutta.
Ho constatato come veramente si può star bene imparando a prendersi cura di se stessi,
e lo sappiamo che se stiamo bene noi , facciamo star bene
anche le persone che sono intorno a noi.
Buona camminata consapevole a tutti voi.
Rosa