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Rosa

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07 aprile 2012

LA FORZA DELLA VITA: ANIMALI CUSTODI

LA FORZA DELLA VITA: ANIMALI CUSTODI: Degli Angeli custodi ne ho sempre sentito parlare, ma questa degli “ Animali Custodi ” l’ho trovato leggendo il blog http://www.iomivoglio...

17 febbraio 2012

Daoyin
Quest’anno ho fatto la conoscenza di una antichissima disciplina cinese per la salute e la cura del corpo: il Daoyin.
Da noi è un fenomeno abbastanza recente a confronto della Cina dove vanta duemila e cinquecento anni di storia documentata.
In Occidente è inserito negli esercizi di Qigong ( o Ch’i-kung) che da molti viene accomunato allo yoga o a una forma di ginnastica dolce.
Il Maestro Zhang Gangde

In realtà non si riduce solo a coinvolgere tutto il corpo in un esercizio ginnico; il Daoyin è una disciplina fondata sull’armonica integrazione di lavoro fisico, mentale e respiratorio.
Secondo gli antichi cinesi, il corpo (shen), respiro (xi) e mente (xin) sono i tre elementi indispensabili a chi persegue la “via del nutrimento vitale”, cioè la via per ottenere salute, equilibrio, tranquillità interiore e un corpo armonioso ed efficiente.
Alla base del Daoyin vi è il concetto di qi: l’energia che anima tutti gli esseri viventi (il Prana per la cultura indiana) e scorre all’interno dell’uomo.
Al pari della medicina cinese, il Daoyn non vede nell’uomo una somma di singole componenti indipendenti, bensì un’armonica unità. Dal fluire del qi in modo abbondante e regolare dipende il nostro stato di salute psicofisica.
La nostra energia vitale è influenzata dall’ambiente “esterno”  (clima, alimentazione, agenti patogeni, condizioni di vita, etc.) e anche da quello “interno” (costituzione fisica, atteggiamento mentale, attività mentale, reazioni individuali agli stimoli interni ed esterni).
Uno dei fattori “interni” –cioè dipendenti da noi e dalla nostra volontà- che influisce direttamente sulla circolazione del qi nel nostro corpo è l’attività fisica.
L’eterna legge dell’equilibrio yin-yang ci insegna che nulla al mondo possiede un’intrinseca e immutabile natura benevola o maligna ma è dal confronto, dalle proporzioni, dal contesto e dal momento che ogni cosa assume una connotazione positiva o negativa.
Allo stesso modo anche l’attività fisica può essere un aiuto o un danno per la nostra energia vitale secondo l’uso che se ne fa.
Basti pensare all’alimentazione: tutti sappiamo che è indispensabile per la sopravvivenza e che da una corretta alimentazione dipende una sana  esistenza e una buona efficienza psico-fisica; sappiamo anche che gli eccessi o le carenze alimentari recano per contro danni al corpo e alla mente.
Allo stesso modo l’esercizio fisico può recare beneficio o danno secondo la qualità e l’intensità dello stesso.
Ogni persona ha un suo meccanismo biologico.
Spesso in Occidente viene trascurata un’altra importante relazione dell’attività fisica: l’impatto emozionale e nervoso.
Per  questi motivi, e altri ancora, vi è chi si affida al Daoyin , disciplina che educa il corpo al suono della mente.
Con movimenti fluidi e sciolti al ritmo costante di una respirazione profonda e naturale, la mente si calma e diviene padrona del corpo, giungendo ad  indurvi mutamenti posturali e motori spesso ritenuti impossibili.
La schiena si distende in modo naturale, le spalle si aprono riguadagnando una posizione più fisiologica, il diaframma lavora massaggiando gli organi interni e sbloccando tensioni di origine nervosa.
Per quanto apparentemente dolce e delicato il Daoyin fa lavorare il corpo in modo serio ed intenso.
Al termine dell’allenamento il corpo è riscaldato da un calore interno e profondo, si avverte la sensazione di un delicato fluido che scorre in tutto il corpo; è l’effetto dello scorrere del qi -come insegnano i maestri cinesi- che sbolcca i ristagni energetici e genera un grande getto d’energia alla quale non si era abituati; ci si può sentire stanchi, al termine dell’allenamento, ma estremamente tranquilli e allegri.
Col tempo le barriere immunitarie dell’organismo risultano rafforzate, il sistema muscolare più robusto ed elastico, i movimenti coordinati ed armoniosi, la concentrazione attenta e sensibile.
Oggi il Daoyin può essere molto prezioso nel nostro Occidente che ha sconfitto molte malattie virali e patologie funzionali, ma dove i malesseri maggiori dell’individuo “sano” provengono dalla dualità corpo-mente come:  disagio ambientale, insoddisfazione spirituale, stress e insofferenza, elevata esposizione a malattie virali stagionali, o a disturbi fisici “lievi” ma ricorrenti come contratture, dolori, debolezza, inappetenza, difficoltà digestive etc..
A tutte queste  problematiche verso le quali la scienza e la tecnica moderne si sono mostrate insensibili o poco efficaci, può rispondere in modo  straordinariamente incisivo la disciplina del  Daoyin.
L’uomo di oggi vive immerso in un mondo di stimoli che non sono solo e sempre negativi.
Il tempo libero, la facilità e l’abbondanza delle informazioni stimolano in molti l’esigenza di arricchire la propria vita di esperienze preziose e interessanti.
La società ci vuole da un lato tutti simili e dall’altro ci spinge ad assumere una individualità originale e noi possiamo coltivare una nostra personalità originale ed interessante anche attingendo ai tesori di altri popoli, ampliando la nostra conoscenze e allenando i nostri corpi con tecniche fino a pochi anni fa sconosciute.
Il Daoyn ci dà questa straordinaria opportunità ma come tutte le cose ha un suo prezzo: tempo e dedizione unite a un po’ di sforzo fisico.
Chiede troppo?

Voglio solo aggiungere una cosa che è questa:
sapete la cosa che mi ha colpito molto?,
è l'atteggiamento mentale che il praticante deve avere:

1. purezza: "cuore puro", avere un approccio libero da condizionamenti, preoccupazioni; con  cuore puro si assorbono rapidamente gli insegnamenti

2. entusiasmo: verso lo studio, la pratica e l'apprendimento: L'entusiasmo è un motorer straordinario che arricchisce la nostra vita e la nostra persona rendendola attiva e dinamica

3. pazienza: requisito indispensabile che significa pazienza verso se stessi e verso gli altri. Le caratteristiche stesse del Daoyin "obbligano" a coltivare la pazienza, una virtù davvero necessaria ma tanto bistrattata nella nostra società moderna.

Buona Vita.!

Rosa

30 gennaio 2012

Musicoterapia

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articolo postato dalla mia cara amica
Maria Broccardi - musicoterapista
http://www.musicoterapiatoscana.it/
La musicoterapia è una terapia psico corporea che si rivolge alla persona nelle varie fasi del suo vivere, come sostegno alle parti sane ed alle potenzialità che ognuno di noi esprime.

Possiamo considerare la musico terapia come una trans-disciplina, ovvero una disciplina che contempla la dinamica combinazione di molte discipline, che ruotano attorno a due grosse aree: la musica e la terapia.
home
Il lavoro con la musicoterapia è l'integrazione tra questi due spazi, e ha come obiettivo
la riabilitazione dell'individuo.

Musica: intesa nel suo valore estetico che si fa più flessibile, si modifica per andare incontro
alle esigenze e alle necessità multisensoriali del soggetto, che sa ascoltare i suoi bisogni e
stimolare le sue capacità in una dimensione creativa, emotiva, relazionale.

Terapia: nel senso di prendersi cura di una persona offrendogli l'opportunità affinché la viva
dal di dentro e dentro di sé, raggiungendo consapevolezza dei propri vissuti, delle proprie
emozioni, delle proprie capacità comunicative e non.

La musica comunque è e rimane il mezzo attraverso cui il musicoterapista stabilisce
una relazione con l'altro ed il mezzo attraverso il quale avviene la relazione terapeutica.

L'ascolto empatico attraverso il dialogo sonoro e qualsiasi improvvisazione musicale
è giocato attraverso l'imprevedibilità, senza la quale tutto sarebbe prevedibile,
quindi come accadrebbe in una musica registrata o eseguita da partitura.
La prevedibilità annulla l'azione terapeutica che ha lo scopo di tenere vigile l'attenzione,
ossia la relazione interpersonale, senza la quale non ci sarebbe comunicazione.
I principi e le intuizioni si riconducono al fare musica partendo dagli aspetti più rudimentali,
confermando le teorie di grandi pedagogisti della musica, i quali, essendo profondi conoscitori
dell'uomo, non separavano mai la musica dall'uomo, né l'uomo dalla musica.
Se potete, provate a fare un incontro di musicoterapia, non potrà far altro che arricchirvi.
Rosa

14 settembre 2011

malattia e conoscenza


 
La malattia come  occasione di conoscenza
Nel 2006 a seguito di una broncopolmonite, su consiglio del mio caro amico nonché mio primo grande Maestro di Tai Chi, Nicola, comprai tre libri che mi hanno permesso di capire cosa mi volesse dire il mio corpo con quella manifestazione di malattia: 1) “Guarire col sistema corpo-specchio” di Martin Brofman,  2 ) “Metamedicina: ogni Sintomo è un messaggio” di Claudia Rainville, 3 ) “i Sintomi parlano” di Rossella Panigatti.
In questi tre libri ho trovate così tante risposte che sono sempre a consultarli, ancora oggi, appena si presenta un sintomo a me o ai miei cari; sono diventati il mio vademecum.
Conoscere il “Sistema Corpo –specchio” di Brofman che agisce sulla Coscienza per la salute del corpo, è stato per me come l’aprirsi di un mondo a me ancora sconosciuto.
Ho imparato a conoscere La Luce Bianca, le forme pensiero, i sette centri vitali ed energetici di cui è composta la coscienza – i chakra- parola sanscrita che significa vortice o ruota.
Ho scoperto come la Coscienza sia un Sistema Energetico dove fluisce l’energia e come  quando questa energia si blocca si può manifestare un sintomo fisico.
Polmoni, per la Metamedicina rappresentano  la vita, il bisogno di spazio e di libertà.
La Panigatti collega i polmoni al IV chakra o chakra del cuore e quando questi non stanno bene vuol dire che c’è tensione nell’ambito delle percezioni dell’Amore, 

02 settembre 2011

AUTOGUARIGIONE

Rosa è il mio nome

E’  stato 18 anni fa che a causa di una periartrite sono venuta a conoscenza per la prima volta di un altro modo di approcciarsi alla malattia e alla guarigione, che non fosse quella tradizionale delle ‘pillole, infiltrazioni, etc.’.
Sono guarita dolcemente con l’Omeopatia e da allora ho cominciato a leggere e a informarmi sulla salute naturale e ho scoperto come il nostro corpo possegga tutti i mezzi necessari per guarire da solo o con il solo aiuto che la natura ci offre da sempre.
Noi consideriamo molto poco, e ancor meno apprezziamo, le attività normali del sistema di auto-guarigione del corpo umano. Il fatto che il nostro corpo subisca un bombardamento costante di radiazioni che possono danneggiare il nostro DNA; le tante tossine che aggrediscono il nostro sistema attraverso ogni possibile punto di ingresso; le forze che logorano i tessuti; le pressioni dell’invecchiamento; la quantità di virus, batteri e altri agenti potenziali di malattia che ci circonda; gli attacchi emotivi che minacciano l’equilibrio della mente e del corpo….
Il fatto di arrivare al giorno dopo senza essere incappati in qualche serio problema è quasi da ritenersi miracoloso.
Ogni giorno in cui godiamo di una salute relativamente normale è testimone dell’attività del sistema di auto guarigione. Il suo valore inestimabile, non è tanto provocare una remissione della malattia, ma nel mantenere una buona salute durante le vicissitudini della vita quotidiana.
Qui sì che esiste una reale possibilità di apprezzare la “straordinarietà dell’ordinario”.
Buona salute naturale a tutti.
Rosa
P.S. lettura per informarsi più a fondo “Guarire da soli” di Andrew Weil