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Se sei arrivato qui, voglio darti il Benvenuto, sono felice di conoscerti, possiamo scambiarci i nostri punti di vista, se vuoi.
Rosa

13 febbraio 2012

Preghiera del coraggio

Una mia cara amica, anni fa mi parlò di R. Tagore, il suo poeta preferito,
da allora ho cercato di leggere qualcosa per farmi un’idea  su di lui.
Ho avuto occasione oggi di conoscerlo meglio attraverso il sito:
ed ecco una delle sue opere, per me molto significativa:

Preghiera del coraggio
Che io non preghi per essere al riparo dai pericoli,
ma per avere il coraggio di affrontarli.

Che io non preghi perché venga lenito il mio dolore,
ma per riuscire a superarlo.

Che io non mi affidi agli alleati sul campo di battaglia della vita,
ma piuttosto alla mia propria resistenza.

Che io non brami mai,
angosciato di paura,
d’essere salvato,
ma speri piuttosto nella pazienza necessaria
a conquistare la mia libertà.

Fa’ che io non sia un vigliacco,
e non riconosca la tua misericordia solo nel successo,
ma fammi trovare la stretta della tua mano nel fallimento.

(Rabindranath Tagore)
Rabindranath Tagore (Calcutta, 6 maggio 1861 –
Santiniketan 7 agosto 1941), è stato uno scrittore,

poeta, drammaturgo e filosofo indiano.

Premio Nobel per la letteratura nel 1913 con questa motivazione
“Per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza
dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere
nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio
inglese, parte della letteratura dell’ovest.” E’ stato tradotto
praticamente in tutte le lingue europee risultando forse
l'autore di origini bengalesi più noto in Occidente.
Le sue opere sono state, quasi tutte, tradotte in italiano.
Con i proventi delle sue opere, fece costruire strade,
ospedali e anche una scuola, la quale è tutt'oggi un'università.

10 febbraio 2012

Esperimento riuscito!

Oggi ho voluto fare un esperimento;
appena alzata in genere faccio una decina di minuti di chi gong,
invece stamani ho pensato di ascoltare un brano musicale così potevo fare le faccende e non stare ferma;
però è successa una cosa che non mi aspettavo;
la musica mi ha come inondata e ha cominciato a espandersi dentro di me e tutte le cellule del mio corpo hanno avuto il desiderio insopprimibile di danzare.
Lo so che in genere preferisco il movimento a una meditazione seduta e statica, ma quello che ho provato più forte di tutto, del ritardo al lavoro, delle faccende da fare ecc. è stato questo desiderio insopprimibile di muovermi liberamente; la musica accarezzava il mio corpo  che ha cominciato a muoversi con un movimento libero, interiore, splendido; prima le mani che si muovono libere come ali di farfalla, poi i piedi con passi leggiadri di libellula e poi tutto il corpo come in un sogno che si estende all’infinito.
Sono fuori dal mio corpo fisico, volo libera, senza catene, senza forza di gravità che mi costringe con i piedi per terra…
Sono un essere puro, incontaminato, posso volare, planare, e poi di nuovo alzarmi in volo con un semplice battito di ali; le mie ali non più costrette in questo corpo fisico, si aprono leggere, si scrollano di dosso tutta la pesantezza dall’essere state ferme per troppo tempo e poi prima con passettini leggeri, quasi come lo zampillo dell’acqua sorgiva e poi con sempre più energia, quell’energia dello scroscio di una cascata che sente tutta la libertà, la felicità, la comunione inscindibile con tutti gli esseri umani, si libra gentile e sorridente e felice, felice di potersi muovere, volare, andare su su, e poi planare giù per poi con dolcezza e sempre con più ardire ritornare a volare… Oddìo non esistono più parole per  mettere su carta tutto l’enorme mondo di sensazioni che si sprigionano dal mio essere.
Sono luce, sono suono, sono VIVA!!!!
Anagraficamente non sono una ragazzina, ma mi sono ritrovata immersa nel mondo fantastico dove vivono angeli, fate, elfi, e dove gli adulti non entrano più (sigh!).
Ora posso rientrare nel mio corpo fisico, sono pronta ad affrontare questo giorno meraviglioso con una carica energetica immensa.
Il brano musicale è finito, penso che sia passato chissà quanto tempo, forse farò tardi al lavoro; invece sono passati solo 5,56 minuti in tutto,  anche se per me lo scorrere del tempo ha avuto un altro tipo di effetto, forse perché ero in un altro tempo oltre le barriere del nostro spazio temporale.
Mi guardo allo specchio, sorrido, ringrazio il tutto e parto; oggi niente e nessuno riuscirà a togliermi questa splendida sensazione di essere al di fuori del tempo e dello spazio e che tutte le preoccupazioni di questo giorno non riusciranno a scalfire e a togliermela,  perché posso affrontare tutto con questa meravigliosa sensazione di ben-essere, e oserei dire quasi di beatitudine.
E’ arrivato il momento di  uscire e andare al lavoro.
Domani è un altro giorno e oggi è già domani!
Buon giorno Mondo!!!


-da una esperienza vissuta da Rosa-

05 febbraio 2012

I Figli sono come gli aquiloni

 

Fino a oggi, non conoscevo Erma Bombeckl, poi ho avuto occasione di leggere
la sua poesia dedicata ai figli, -sono per prima cosa una Mamma- e ho provato
a conoscerla meglio; mi fa piacere pubblicare la sua poesia così da farla 
conoscere anche a voi.

I figli sono come gli aquiloni

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.


Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.


Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.


Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.
(Erma Bombeck)
Erma Bombeck (1927 - 1996) giornalista e scrittrice americana di gran successo.E’ stata per trent'anni autrice di una rubrica settimanale diffusa su settecento giornali americani. Ha raccolto i suoi articoli, oltre quattromila, in una serie di libri di successo, che sono stati best seller in tutto il mondo. In italia sono stati pubblicati per la casa editrice TEA: " Se il buongiorno si vede dal mattino, perchè a me nessuno porta la colazione a letto?"; " Se la vita è un piatto di ciliegie , perchè a me solo i noccioli?" Per la casa editrice Longanesi: "Solo il budino ascolta i miei pensieri”

30 gennaio 2012

Musicoterapia

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articolo postato dalla mia cara amica
Maria Broccardi - musicoterapista
http://www.musicoterapiatoscana.it/
La musicoterapia è una terapia psico corporea che si rivolge alla persona nelle varie fasi del suo vivere, come sostegno alle parti sane ed alle potenzialità che ognuno di noi esprime.

Possiamo considerare la musico terapia come una trans-disciplina, ovvero una disciplina che contempla la dinamica combinazione di molte discipline, che ruotano attorno a due grosse aree: la musica e la terapia.
home
Il lavoro con la musicoterapia è l'integrazione tra questi due spazi, e ha come obiettivo
la riabilitazione dell'individuo.

Musica: intesa nel suo valore estetico che si fa più flessibile, si modifica per andare incontro
alle esigenze e alle necessità multisensoriali del soggetto, che sa ascoltare i suoi bisogni e
stimolare le sue capacità in una dimensione creativa, emotiva, relazionale.

Terapia: nel senso di prendersi cura di una persona offrendogli l'opportunità affinché la viva
dal di dentro e dentro di sé, raggiungendo consapevolezza dei propri vissuti, delle proprie
emozioni, delle proprie capacità comunicative e non.

La musica comunque è e rimane il mezzo attraverso cui il musicoterapista stabilisce
una relazione con l'altro ed il mezzo attraverso il quale avviene la relazione terapeutica.

L'ascolto empatico attraverso il dialogo sonoro e qualsiasi improvvisazione musicale
è giocato attraverso l'imprevedibilità, senza la quale tutto sarebbe prevedibile,
quindi come accadrebbe in una musica registrata o eseguita da partitura.
La prevedibilità annulla l'azione terapeutica che ha lo scopo di tenere vigile l'attenzione,
ossia la relazione interpersonale, senza la quale non ci sarebbe comunicazione.
I principi e le intuizioni si riconducono al fare musica partendo dagli aspetti più rudimentali,
confermando le teorie di grandi pedagogisti della musica, i quali, essendo profondi conoscitori
dell'uomo, non separavano mai la musica dall'uomo, né l'uomo dalla musica.
Se potete, provate a fare un incontro di musicoterapia, non potrà far altro che arricchirvi.
Rosa

23 gennaio 2012

Non perdere mai la speranza.....

Non perdere mai  la speranza, continua a lottare.
Piccola favola molto esplicativa dei tre ranocchi

Tre ranocchi curiosi si avventurarono un giorno fuori dello stagno dove erano sempre vissuti e  cominciarono ad esplorare il mondo.
Nei pressi dello stagno sorgeva una prospera fattoria.
I tre ranocchi cominciarono la loro esplorazione dall’aia.

Ma due galline li scorsero e, felici di variare il menù, si avventarono su di loro con i becchi affilati e l’acquolina n bocca.
I tre ranocchi però erano svelti e arditi.
Proprio in quel momento, il fattore posò davanti alla porta della stalla il bidone del latte.
Con due prodigiosi balzi, i tre ranocchi si tuffarono nel bidone.
Si trovarono a nuotare nel latte.
Sulle prime la nuova sensazione li rese allegri ed euforici.
Poi cominciarono a preoccuparsi.
Dovevano assolutamente uscire di là al più presto!
Un fattore arrabbiato era peggio delle galline…
Provarono e riprovarono, ma l’imboccatura del bidone era stretto e le pareti d’acciaio lisce e scivolose.
Il primo ranocchio era un fatalista.  Annaspò un po’ e poi disse: “Non usciremo mai di qui. E’ la fine.” Si lasciò andare ed annegò.
Il secondo ranocchio era un  intellettuale, con una grande preparazione teorica sui liquidi,il salto e le loro leggi fisiche. Eseguì rapidamente tutti i calcoli che riguardavano la distanza dalla bocca del bidone,il suo diametro, la spinta occorrente, la parabola,il peso, la gravità terrestre, l’accelerazione. Trovò la formula giusta e spiccò il salto con gran vigore. Ma… non aveva calcolato il manico del bidone. Sbatté una tremenda capocciata, svenne e finì miseramente in fondo al bidone.
Il terzo ranocchio non smise un attimo di nuotare e darsi da fare con tutte le sue forze.
Il latte si trasformò in burro, scivoloso ma solido, e il ranocchio riuscì a saltare fuori facilmente.

       Dice un proverbio africano:
“Ogni mattina in africa, un leone si sveglia.
Sa che deve correre più veloce della gazzella
per catturarla o morirà di fame.
Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia.
Sa che deve correre più veloce del leone
o perderà la sua vita.
Ogni mattina, quando ti svegli,
non chiederti se sei leone o gazzella,
ma mettiti a correre”.
Non perdere mai la speranza,
comunque ti vadano le cose.
E datti da fare.